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Strumento

Trova il tuo robot

Cinque domande sul tuo giardino. Nessun modulo con nome ed email: solo le variabili che, secondo il nostro metodo, contano davvero — superficie, pendenza, ombra, passaggi stretti e budget.

Passaggio 1 di 5: Superficie

Quanti metri quadri ha il tuo giardino?

Indica la superficie reale, non quella teorica di un eventuale robot che hai già in mente.

600 m²

Come ragiona il configuratore

Le cinque domande non sono un questionario di qualificazione: sono le variabili che il metodo usa per escludere un modello. Superficie e pendenza decidono se un robot ce la fa, alberi e passaggi stretti decidono con quale tecnologia di navigazione conviene affrontare quel giardino, e il budget restringe per ultimo quello che resta.

Sulla superficie il filtro non usa il numero del produttore, ma la superficie consigliata: quella dichiarata, ridotta dal derate pubblico che trovi per intero nel metodo, e che sui 124 modelli domestici vale in media il 21%. Un modello dichiarato per 1.000 m² non compare quindi fra i suggerimenti per un giardino di 1.000 m².

Sui modelli venduti in più tagli di batteria il conto parte dalla configurazione più capiente e non da quella d'ingresso. Qui la domanda è se quel robot può coprire il tuo prato, e la risposta resta sì anche quando ci arriva con la batteria grande. Il punteggio che leggi in scheda descrive invece sempre la versione base, che è la più prudente delle due.

Esiste anche un limite verso l'alto: un modello che copre più di 1,5 volte la superficie richiesta resta fuori. Non è un giudizio sulla macchina, è che pagare per il doppio del prato che hai non è un consiglio.

Le tre fasce di budget si sovrappongono ai bordi, e non per approssimazione. Quella d'ingresso arriva a 1.000 €, quella intermedia parte da 800: un modello da 1.050 € resta un'opzione legittima per chi ha risposto in un modo e per chi ha risposto nell'altro, mentre una soglia netta lo farebbe sparire da tutte e due le liste.

Quando nessun modello soddisfa ogni vincolo, il configuratore ne allenta uno invece di restituire una lista vuota, e scrive quale. Sulla superficie lo dichiara sempre, perché è il solo allentamento che porterebbe a consigliare un robot sottodimensionato. Sul limite verso l'alto tace: un robot più capiente il lavoro lo fa comunque, e il prezzo è scritto accanto al modello.

Cosa non fa

Non chiede nome, email o telefono, e non c'è un passaggio finale in cui li chiede per mostrarti il risultato.

Non restituisce un vincitore. Torna due o tre tipologie di navigazione con i motivi e le cautele di ciascuna, e sotto ognuna al massimo 4 modelli che rispettano i vincoli, ordinati per punteggio. La classifica dei miglioriè un'altra pagina, e risponde a un'altra domanda.

Non sa nulla di installazione, rivenditore e assistenza, che su un robot tagliaerba pesano quanto la scheda tecnica. Su quelli la guida sull'affidabilità e l'assistenza dice cosa conviene chiedere prima di firmare.

Domande frequenti

Perché non mi consiglia un modello dichiarato per i metri quadri che ho?

Perché il filtro non usa la superficie del produttore ma quella consigliata, cioè la dichiarata ridotta dal derate pubblico descritto nel metodo: sul catalogo domestico vale in media il 21%. Un robot dichiarato per 1.000 m² lavora bene su un prato più piccolo, e i suggerimenti partono da lì.

I modelli consigliati sono quelli su cui guadagnate di più?

No. La selezione guarda quattro cose e nessun'altra: tipo di navigazione, superficie utilizzabile, pendenza dichiarata e fascia di prezzo. L'ordine dentro ogni tipologia è il punteggio Collaudolab, calcolato con la formula pubblica. Alcune schede contengono link di affiliazione, che non entrano né nella selezione né nell'ordinamento.

Tiene conto di un giardino diviso in zone separate?

No, e le cinque domande non lo chiedono. Il numero di zone che un modello gestisce sta nella tabella di ogni scheda: se il prato è diviso da un vialetto o da una casa, è la riga da controllare prima di scegliere fra i modelli suggeriti.