Tecnologia
Wifi, firmware e antifurto del robot tagliaerba: cosa conta oltre alla scheda tecnica
Di Piero Cattoli · Aggiornato il 11 agosto 2026
In sintesi
Molti robot perdono funzioni utili semplicemente perché il wifi di casa non arriva fino alla base di ricarica, posizionata nel punto più lontano del giardino. Prima di comprare, oltre alla copertura di rete, controlla tre cose: cosa fa l'app (posizione in tempo reale, percentuale di taglio completata, programmazione per zona), per quanti anni il produttore continua ad aggiornare via firmware i modelli precedenti, e se sono presenti PIN, allarme al sollevamento o localizzazione GPS. Un robot resta all'aperto tutto il giorno, incustodito, ed è proprio per questo che queste funzioni contano.
Il software vale quanto la meccanica
Due robot con la stessa meccanica possono dare un'esperienza d'uso molto diversa a seconda di quanto è curata l'app che li gestisce. Superficie e navigazione si vedono a colpo d'occhio in una scheda tecnica. Il software si nota solo dopo qualche settimana d'uso, quando scopri se puoi controllare il robot da remoto o solo accenderlo e spegnerlo. È uno dei sei criteri che consideriamo esplicitamente nel metodo Collaudolab.
Connettività: il problema del wifi in fondo al giardino
La maggior parte dei robot si collega tramite wifi domestico per ricevere comandi, inviare notifiche e sincronizzare l'app. Il problema pratico è che la base di ricarica è spesso nella zona più lontana del giardino rispetto al router di casa. È lì che il robot passa la maggior parte del tempo quando non lavora, ed è proprio lì che il segnale wifi arriva più debole, o non arriva affatto.
Alcuni modelli, in particolare quelli con RTK di rete (approfondito nella guida su RTK, LiDAR e visione AI), integrano già una connessione dati propria via SIM. Questo aggira il problema del wifi domestico. Per tutti gli altri, controlla la copertura wifi reale nel punto esatto dove sarà posizionata la base, non dove il segnale sembra buono dentro casa. Se serve, metti in conto un ripetitore o un access point dedicato all'esterno: è una spesa piccola rispetto al prezzo del robot. Risolve però un problema che altrimenti scopri solo dopo l'installazione.
Cosa dovrebbe fare bene un'app di gestione
Non tutte le app offrono lo stesso livello di controllo, anche a parità di prezzo del robot. Le funzioni che fanno la differenza nell'uso quotidiano sono:
- La posizione in tempo reale del robot sulla mappa del giardino, utile nei giardini grandi o con più zone.
- La percentuale di superficie completata durante il taglio.
- La programmazione per fasce orarie e per zona, invece di un singolo orario fisso per tutto il giardino.
- Notifiche puntuali su fine ciclo, blocco, batteria scarica o allarme sollevamento, invece del generico "il robot ha un problema".
- Uno storico dei cicli, per capire nel tempo se il robot lavora con la frequenza prevista o sta saltando sessioni.
App più economiche o meno curate offrono solo accensione/spegnimento e un orario fisso: funzionano, ma lasciano molto meno controllo su come e quando il robot lavora.
Queste differenze si vedono meglio sui casi reali che in astratto. Abbiamo raccolto le app dei marchi a catalogo in una pagina di confronto, con i link alle versioni Android e iPhone, le valutazioni lette sulle pagine ufficiali dei due store e i problemi che ricorrono nelle recensioni italiane. Due cose che emergono solo guardandole insieme: le valutazioni dello stesso prodotto possono divergere di due stelle piene tra Play Store e App Store, e tre marchi dividono la gamma su più applicazioni, quindi cambiare modello può significare cambiare anche app.
Account cloud: cosa succede se cambi telefono o rivendi il robot
Quasi tutte le app di gestione richiedono un account legato a un'email, non solo un collegamento Bluetooth diretto al robot. È così che funzionano notifiche da remoto, mappe salvate e programmazione, anche quando non sei fisicamente vicino al giardino. Cambiare telefono è di solito indolore, basta accedere di nuovo con le stesse credenziali.
Più delicato è il trasferimento a un altro proprietario. Se rivendi il robot, la mappa e le impostazioni restano spesso legate al tuo account, finché non esegui una procedura di scollegamento dall'app. Altrimenti, il nuovo proprietario si ritrova a dover ripartire da zero con la perimetrazione, o peggio non riesce ad associare il robot al proprio account.
C'è poi uno scenario meno frequente, ma da tenere a mente per un acquisto pensato per durare anni. Alcune funzioni (mappe, statistiche, comandi da remoto) dipendono da un servizio cloud del produttore, non solo dal robot in sé. Se un produttore smette di mantenere quel servizio, per fine vita del prodotto o per problemi aziendali, le funzioni che passano dal cloud possono smettere di funzionare. Questo capita anche se il robot, meccanicamente, è ancora perfetto. Non è un rischio quantificabile in anticipo. Un marchio con una base di utenti ampia e una storia di supporto lunga, però, lo rende meno probabile rispetto a un marchio nuovo o di nicchia.
| Segnale di un'app curata | Segnale di un'app minima |
|---|---|
| Mappa del giardino modificabile via app, senza rifare la perimetrazione da capo | Solo accensione/spegnimento e un orario fisso |
| Notifiche specifiche (batteria scarica, blocco, fine ciclo) | Un'unica notifica generica "problema rilevato" |
| Storico dei cicli e statistiche di utilizzo | Nessuno storico consultabile |
| Aggiornamenti firmware rilasciati con una certa regolarità, visibili nel changelog dell'app | Nessuna cronologia di aggiornamenti visibile |
Aggiornamenti firmware: contano più nei primi mesi, ma devono durare
Un robot appena lanciato riceve aggiornamenti firmware frequenti nei primi mesi di vita commerciale: correzioni di bug di navigazione, miglioramenti al riconoscimento ostacoli, a volte funzioni nuove non presenti al lancio. È un segno che il produttore sta ancora investendo su quel modello, non un'ammissione implicita di difetti.
Quello che conta prima di comprare è per quanti anni il produttore ha storicamente continuato a supportare i modelli precedenti, dopo il lancio di una nuova generazione. Non conta invece se il modello attuale riceve aggiornamenti oggi. Alcuni brand mantengono il supporto software per diversi anni anche su modelli non più in vendita, altri lo riducono rapidamente non appena esce il modello successivo. È un'informazione che raramente si trova nella scheda tecnica. Cercala nelle recensioni o nei forum dedicati, prima di un acquisto pensato per durare diverse stagioni.
Sicurezza software: PIN, allarme, localizzazione
Un robot tagliaerba lavora all'aperto per ore, senza sorveglianza diretta. È un oggetto di valore, relativamente facile da portare via per chi ha intenzione di rubarlo. Per questo, sui modelli di fascia media e alta sono diventate comuni tre funzioni:
- PIN di sblocco: richiesto per riattivare il robot dopo uno spegnimento o un trasporto, rende inutilizzabile il robot a chi non conosce il codice.
- Allarme sonoro al sollevamento: si attiva se il robot viene staccato dal terreno mentre è in funzione.
- Localizzazione GPS: permette di tracciare la posizione del robot da app in caso di furto. È particolarmente comoda sui modelli con modulo satellitare già integrato per la navigazione, dove non serve hardware extra.
Nessuna di queste funzioni rende un furto impossibile, ma insieme lo rendono più complicato e aumentano le probabilità di recupero, in modo simile a un antifurto per auto o bicicletta.
Il punto è che non sono scontate, e dentro una stessa marca possono cambiare da linea a linea. In Gardena, per esempio, l'allarme sonoro compare nella scheda tecnica solo della linea SILENO life — dal life 750 al life 1500, passando per 1000, 1250 e la variante life smart 750. Sulle linee city, minimo, max e free lo stesso campo riporta esplicitamente "No", quindi resta il solo PIN: vale sia per il city 250 sia per il city 600. È un dato che nessuna pagina commerciale mette in evidenza e che si trova solo aprendo la tabella tecnica.
Batteria condivisa con altri utensili: quando l'ecosistema pesa sulla scelta
Alcuni produttori di elettroutensili (Worx è l'esempio più diffuso in Italia) usano lo stesso sistema di batterie removibili su tutta la propria gamma, robot tagliaerba incluso. Per chi possiede già altri utensili dello stesso ecosistema, questo significa poter usare batterie di ricambio o caricabatterie già posseduti. In alcuni casi si può anche sostituire la batteria del robot con una di scorta durante la manutenzione, senza aspettare una ricarica completa. Non decide da solo quale robot comprare, ma conta se hai già investito in utensili a batteria dello stesso marchio.
La tensione è la stessa su tutta la linea a filo Landroid: 20 V dal M700 WR142E da 700 m² al L1000 WR147E.1 da 1.000 m², dove cambia la capacità della batteria e non il formato. Verifica comunque sul manuale del modello specifico che il pacco sia davvero intercambiabile con quello dei tuoi utensili: la tensione condivisa è una condizione necessaria, non una garanzia.
Le domande da farsi prima di ordinare
Controlla la copertura wifi reale nel punto dove metterai la base di ricarica, o verifica se il modello ha connessione dati propria. Guarda le recensioni dell'app su App Store o Google Play, con lo stesso approccio critico che spieghiamo nella guida sull'affidabilità. Anche il rating dell'app, infatti, può essere condiviso tra più modelli dello stesso brand. Valuta infine la presenza di funzioni antifurto, se il robot lavorerà in un giardino non recintato o visibile dalla strada.